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La pigrizia su internet

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Pousinha
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Re: La pigrizia su internet

Messaggioda Pousinha » 12/08/2018, 2:19

magnetinik ha scritto:Continuiamo il discorso sulla pigrizia.

Ma prima è d'uopo una premessa...

Tenuto conto che...

lulasd ha scritto:Mi sembrano entrambi discorsi estremamente generalisti e riduttivi per poter essere presi seriamente


lulasd ha scritto:Poi va be', non credo che i discorsi sui popoli di lingua anglofona più aperti alle novità o sugli italiani diffidenti e retrogradi fossero seri, come se tutti gli italiani fossero i vecchietti del circolo che giocano a briscola e tutti gli americani degli youtubers new age :lol: , immagino fossero affermazioni volutamente scherzose o finalizzate ad esprimere un concetto, perché in caso contrario sarebbe preoccupante e consiglierei un bel libro di storia e uno di etnografia/etnologia


lulasd ha scritto:Come d'altronde è preoccupante, a mio parere, questa mentalità da ricerca dell'oasi, questa mentalità del "luogo migliore perché c'è lavoro".
Gli Stati Uniti avranno anche un tasso di disoccupazione più basso del nostro, ma sono tutt'altro che un paese idilliaco o esente da problemi e ritenerlo uno stato migliore dell'Italia perché "c'è lavoro" è... preoccupante :lol: Ma sopratutto triste.


lulasd ha scritto:Come ho già scritto precedentemente, questo è un discorso generalista e superficiale, in tutti i suoi punti.


lulasd ha scritto:Non so te, ma io prima di definire una nazione o un popolo più evoluto di un altro studierei almeno per 20 anni storia, politica generale e nazionale, cultura, economia generale e nazionale, etnografia/etnologia ed antropologia delle varie nazioni per poi confrontarle, e sono abbastanza convinto che non ci sarebbe alcun popolo "più evoluto" alla fine :lol:


... e che quindi lui sa e ha capito tutto e io non sono assolutamente alla sua altezza, ma soprattutto non competo con lui né in intelligenza né in cultura, passo allegramente a continuare a scrivere le mie affermazioni di "basso livello" nella speranza che il "tuttologo" non intervenga per istruirmi perché non voglio essere da lui istruito e aspiro a rimanere nella mia ignoranza totale. ;)



Magnetinik, dimentica le affermazioni di basso livello, il tuttologo è tornato e da quel che posso constatare è particolarmente affezionato al tuo topic: rassegnati, non lo abbandonerà :lol: :lol: :lol: :lol:

Ps: occhio che sto scherzando, volevo soltanto farmi 4 risate :mrgreen: , questo post non vuole assolutamente avere l'animo di offendere nessuno di voi due.

Attenendomi a un discorso ora serio, c'è comunque un punto nel quale entrambi non potrete che concordare (almeno spero :roll: ): se il nostro cugino, il nostro amico, il nostro vicino è alla fame e la sua unica speranza al momento è il telelavoro e l'unica maniera per non essere costretto a ravanare nei bidoni dell'immondizia per mangiare è il trovare refer che gli permettano di tirar su qualche soldo in più, ma con che coraggio passeremmo ogni nostro momento libero a fannullare sui social cercando e inviando cartoline con i buon giorno, buon giovedì, buon mercoledì (e si, chi non si è accorto che oramai i cellulari servono quasi solo a questo genere di perditempo? :x ) e buon vattelappesca :x . Inutile dire che questo genere di pigrizia lo detesto cordialmente. In tutte le ore buttate in maniera quanto mai inutile quanto la appena esposta, si sarebbe potuto aiutare nostro cugino. Invece di mandargli il buon giovedì, possiamo aiutare nostro cugino mal ridotto con la ricerchina giornaliera remunerata. Non solo aiutiamo nostro cugino, ma a guardar caso guadagnamo anche noi. Invece no, crediamo di fare un favore al nostro parente mandandogli la detestabile cartolina che se non fosse virtuale nostro cugino la farebbe a pezzi dal nervoso, tanto noi un lavoro offline bene o mal pagato che sia lo abbiamo, noi non dobbiamo ravanare nei cestini dell'immondizia per mangiare come lui. Inutile dire che in Padania nel corso degli anni di persone che letteralmente si procuravano il cibo nei bidoni dell'immondizia ne ho vista eccome. Uno di questi era un ragazzo giovane e si vedeva che aveva davvero fame, perchè un mezzo panino da un cestino della spazzatura della stazione gliel'avevo visto mangiare come fosse un piatto da re. E non sembrava uno scapestrato, doveva esser finito in quel modo possibilmente perchè gli erano venuti a mancare entrambi i genitori d'improvviso. Magari in quel momento era soltanto uno studente universitario con tanti sogni davanti a sè, ma quando sei già alla maggiore età e i tuoi genitori muoiono all'improvvis entrambi (può accadere in un incidente stradale, purtroppo :cry: ), ti ritrovi da un giorno all'altro dalle stelle alle stalle. Ovviamente stavi studiando e al momento non hai un lavoro perchè magari sono studi incompatibili (se studi medicina non è compatibile con un impiego a tempo pieno, a meno che non si decida di trascurare l'università, diventare un pessimo medico e ammazzare i pazienti, sempre che così facendo si arrivi alla laurea :? ). Non avendo più i genitori il reddito viene anch'esso improvvisamente a mancare, ma le bollette e le rate condominiali continuano ad arrivare comunque. E tuo cugino ti manda 7,8, 9 cartoline virtuali al giorno su whats app (già, perchè i soocial oramai servono solo a quello, il web serve solo a quello :x ), più mille selfie per cambiar foto ogni 30 secondi, ma non è minimamente disposto a farti da refer per il tuo telelavoro. Inutile dire che questo genere di pigrizia online mi fa veramente arrabbiare e non poco :x
Scusate lo sfogo :roll: .

Re: La pigrizia su internet

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Re: La pigrizia su internet

Messaggioda magnetinik » 12/08/2018, 6:51

Ma Lula sicuramente avrà un lavoro statale ben retribuito (magari è Direttore di qualche grossa azienda e non ce lo vole dire!) e alla Feltri dirà: "A me che c#zzo me ne frega di chi rovista i cassonetti o chi espatria per cercare fortuna o chi prende psicofarmaci per curare la depressione! Io ho le mie ville a Miami e a Hollywood, il mio ferrarino, una bionda per i giorni pari, una mora per i dispari... che me ne frega dei pezzenti?"
Dai, scherzi a parte (uhm... ma non troppo) io comprendo chi va via per cercare un futuro migliore che l'Italia non può offrire, a meno che non si abbiano adeguate conoscenze molto in alto. Vere sono due cose: la prima è che ti mancherà sempre la tua terra, a meno che tu non vada via in tenerissima età. La seconda è che la tua situazione potrebbe anche peggiorare, perché non è detto che le cose ti vadano bene come speri. In questo spezzo una lancia in testa a Lula (ma si dice così? :D). Troppa gente, sognando paradisi e luoghi idilliaci, è poi rimasta fortemente delusa, perché diciamocelo: questo mondo è un po' tutto una cacca. Ma è perfettamente normale che sia così, i "paradisi" sono ben altri. Ma qui entriamo in altre questioni già toccate in altro topic dove Lula, con armatura, spada e scudo, mi ha letteralmente dichiarato guerra. Per cui, evito. :)

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Re: La pigrizia su internet

Messaggioda lulasd » 12/08/2018, 11:34

@Pousinha
Potrei appoggiare a pieno il tuo discorso se ritenessi il guadagno online una valida soluzione o alternativa, ma alle condizioni attuali, come già ho spiegato, non mi sento proprio di poter biasimare chi decide di non dedicarsi a tali attività.
Per i casi di reale indigenza da te descritti, in cui si è costretti a rovistare nella spazzatura o addirittura non si possiede un'abitazione, guadagnare qualche decina di euro in più al mese non fa la differenza, perché è di questo che stiamo parlando, tralasciando poi ogni discorso sulla poca affidabilità di internet allo stadio tecnologico attuale.
Anche facendo iscrivere sotto di sé familiari ed amici, tutti disposti ad aiutarti in questa tua attività e situazione difficile, si ricavano guadagni irrisori. Prima di poter arrivare ad un livello minimamente accettabile di sostenibilità economica occorrono molte centinaia di referral attivi in un sito, non una dozzina che al massimo possono forse pagarti una o due cene fuori in più al mese. E per arrivare a certi livelli, si sa, conta perlopiù la fortuna e ci vogliono comunque anni.
Conviene a tutti gli effetti a questo punto che i tuoi familiari/amici ti diano direttamente una banconota in mano, nemmeno di troppo alto valore, e si risparmino decine di ore al mese di lavoro su internet.
Se una persona a me cara si trovasse in situazioni di difficoltà simili non avrei alcun indugio a porgergli l'aiuto che le serve, ma non regalandole pochi spicci in più al mese facendo a lei da referall su un sito di guadagno online, poiché non è un'attività risolutiva, non è l'aiuto che le serve o di cui ha bisogno.
Che poi esistano individui di bassa lega nell'ambito di internet che si dedicano al buongiornismo e all'alimentare il proprio ego sui social media invece di provare anche a fare qualcosa di costruttivo è un altro discorso, che più che essere un indicatore di pigrizia od egoismo è un indicatore superficialità e vuotezza.
In sostanza, purtroppo, per come la vedo io, al momento attuale il mondo del guadagno online è ancora una realtà che non può essere presa troppo seriamente a causa di differenti fattori che ho ripetuto più volte. Per tale motivo trovo inadeguato o comunque forzato dare del "pigro" o anche dell'"egoista" ad un individuo unicamente perché, appunto, sceglie di non dedicarsi ad attività così poco serie sia dal punto di vista remunerativo che legislativo. Sarebbe come dire "sei pigro perché non vai a suonare la chitarra insieme all'altro musicista in piazza sperando di ricevere qualche soldo dai passanti".
Tu ed io potremmo anche avere un'opinione diversa dalla massa, ma è del tutto comprensibile se qualcuno semplicemente pensasse:"Se devo perdere decine di ore per guadagnare o far guadagnare a qualcuno solo qualche decina di euro al mese su siti di dubbia serietà a questo punto preferisco non fare nulla".

@magnetinik
Sullo yacht purtroppo ci si annoia, e Samantha (la rossa dei giorni festivi) non è di gran compagnia, perciò dovrò pur trovare qualcosa da fare, e queste discussioni sono uno spasso Immagine
Per il resto nessuna guerra, persone come te preferirei averle amiche, poiché mi è sembrato di scorgere buone qualità, come già ho scritto in altre sedi, accanto a qualche trascurabile e comprensibile difetto, chi non li ha d'altronde :D

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Re: La pigrizia su internet

Messaggioda Pousinha » 12/08/2018, 19:30

Lulasd, capisco quello che intendi dire, rispetto il tuo punto di vista e mi rendo perfettamente conto che lo stesso cugino che non farebbe mai da refer al malcapitato parente, è comunque spesso e ben volentieri disposto a cacciargli una banconota da 50 o 100 euro in mano. E non che non sia in grado di apprezzare la buona volontà dei parenti (ma in vita mia mi è pure capitato di vedere lo scioperato chiedere soldi a pezzenti più di lui, purtroppo di cose amene ne ho viste anche troppe. C'è comunque un ulteriore triste fatto da non trascurare: se sei laureato, ai familiari intorno a te proprio non gli riesce di capire come sia possibile che ti sia ridotto a un passo dall'essere senza tetto. Perchè alla vecchia guardia proprio non gli entra, che in un paese come l'Italia il marchio di fabbrica è conoscenze personali elitarie per trovare uno straccio di lavoro, che guardar caso nella mia città natale erano indispensabili finanche per trovare da fare pulizie (occhio, non sto affatto scherzando, non è un modo di dire, ma l'infelice realtà padana). Ok, hai commesso il grave errore di volerti laureare (a meno che non si tratti di professioni sanitarie o nell'insegnamento, dato che in vita mia non ho mai visto nè medici nè professori disoccupati, per quanto precari fossero) anche se provieni da una famiglia di operai e magari questo è quanto si può rimproverare a chi si ritrova in quei frangenti. In una situazione molto simile a questa sono purtroppo incappate persone a me care. Vedevo cavarsela decisamente molto meglio chiunque avesse soltanto la terza media (senza offesa, ovviamente, ho amici carissimi che amo moltissimo che non sono andati oltre le medie). Ma data la stigmatizzazione in ambito familiare (leggi se sei laureato e non hai successo è soltanto colpa tua perchè sei un pelandrone), capisci che è molto più umilante per un laureato fare il mantenuto piuttosto che il suo alias dalla terza media :-<< , perchè quest'ultimo è compatito e compreso. Il laureato preferirà senz'altro che familiari e amici lo aiutino nel lavoro, non che gli caccino banconote in mano. Magari convinti per chissà quale vizio occulto o palese il parente non è un manager di successo :-<< .
Che poi il web sia zeppo di portali che di serietà non ne hanno nemmeno l'ombra non lo nego, ma fare di tutta l'erba un fascio penalizza ottime opportunità. Ci sono portali come Udemy, dove è possibile tirar su un vero stipendio, perchè ci si iscrive come professori e si vendono corsi. Ok, Udemy non ha niente a che vedere coi refer. Ma quando mi ero appena iscritta a Beruby, ai bei tempi in cui il portale era agli inizi e non si era tristemente trasformato in una raccolta di casinò e scommesse online (annuncianti che comunque gli iscritti siamo liberissimi di ignorare come il letame ed è proprio quel che faccio, attenendomi a quelli decenti, come le ricerche yahoo remunerate sul Beruby spagnolo) e le commissioni erano molto alte, ci facevo 100 euro al mese. Per uno studente quella cifra non è poco, se vive ancora in famiglia. Ma avevo un collega che riusciva a fare 1.400 euro in un mese. 1.400 euro al mese è un signor stipendio, innegabile che questo qui avesse una pletora di refer superattivissimi che facevano compere costose :-ç . Ok, dirai che quel mio collega era l'eccezione e non la regola. Dipende. Se i parenti smanettoni del laureato in crisi diventano suoi refer su Beruby sostituendo la spesa offline con quella online (ma per carità, che non buttino soldi nei casinò :lol: ), il cugino tira su uno sipendio e senza che i familiari si svuotino le tasche :D . Anche il fatto di essere poche decine di euro al mese una miseria, dipende. Se vivi in Venezuela e ti connetti a portali di telelavoro europei e americani, per il venezuelano poche decine di euro sono una ricchezza. Fonti: fluenza in spagnolo e smanettoneria per portali ispanici. Ho visto parecchi dialoghi tra ispanici (in alcuni sono intervenuta, l'uso di questi portali permette di mantenersi allenati nella scrittura in spagnolo :D ) in cui alla classica lamentela dello spagnolo, per il quale le 7 euro per la pubblicazione di un articolo in una ptw sono irrisorie, rispondeva il venezuelano che per lui 7 euro sono una ricchezza. Già, il cambio aiuta non poco, no? :lol:
Occhio, non sto volendo dire che il Venezuela è un paradiso , fraintendimenti al bando :lol: , è solo una questione cambiaria. Nel senso che, a seconda della posizione in cui ci troviamo non possiamo minimamente qualificare il telelavoro come poco o per nulla serio. Certo, se sei direttore di una grossa azienda (tanto per citare Magnetinik :lol: ) è logico che per te il telelavoro non è serio. La maggior parte della ptc anche per me non sono serie. Ma non i ptw. Non le ricerche. Facendo oculati calcoli, anche se non vivo in Vnezuela, vivo comunque in un paese in cui il cambio euro/dollaro/real mi favorisce non poco, quando mi arrivano euro e dollari su paypal, perfino a dispetto delle commissioni di quest'ultimo e del fatto di essere stata costretta ad aprire un paypal per commercianti, per poter ricevere in Brasile. E non manca la regolamentazione fiscale: ricevendo dall'estero, qua in Brasile devo tenere la contabilità ogni mese, compilando un' apposita scrittura contabile (fornita gratuitamente online dall'agenzia delle entrate locale). E date le cifre basse, non devo neppure pagarci le tasse, perchè non viene generata alcuna fattura. Ma ho comunque l'obbligo di tenere la contabilità e lo sto facendo. Ora come ora poi, che ho gli impegni della laurea locale, non posso neppure dedicarmi al telelavoro quanto vorrei, altrimenti guadagnerei molto di più. E se una volta laureata non dovessi trovare nulla, mi sto comunque organizzando per racimolare fosse anche solo uno stipendio di livello part-time con il telelavoro. Allo stato degli atti non lo vedo impossibile e una volta ottenuta l'abilitazione all'insegnamento a 360° potrei ottenere un telelavoro più rinomato nei portali dedicati ai professori. E pure mio marito comincia ora a mostrare interesse per il telelavoro (lui fa sondaggi e salvaschermo a pagamento), dunque potremmo forse essere perfino in grado di dedicarci solo a questo, dato che quel che ci arriva in euro e dollori si quadruplica. Magari non per sempre, magari sarà periodico, ma nel frattempo le bollette le potremo pagare. Se però invece di lavorare online ci dedicassimo al detestabile buongiornismo (bello sto termine coniato nuovo nuovo :lol: ), essendo attualmente l'unico lavoro che entrambi abbiamo, prima o poi potremmo doverci rivolgere a mia cognata per mangiare (non ora, no, ma dopo anni di buongiornismo senz'altro :shock: ).
Il buongiornismo lo posso tollerare e giustificare da parte della mia anziana zia 72enne (che tra l'altro, povera, lo fa soltanto la domenica :lol: ), ma non oltre :-<<
Spero di non esserti sembrata polemica. L'intento è lo spiegare il perchè e il per come del mio punto di vista fin troppo a favore del telelavoro (ma sto capendo anche il tuo, di punto di vista, capisco che come è superconveniente per me, può benissimo essere sconveniente per Tizio, Caio e Sempronio, il cui buongiornismo però continuo a non riuscire a giustificare, anche se per la verità non l'ho mai associato all'egoismo, ma alla fannullanza, anche se un parente spesso e volentieri lo fa anche per affetto, capisco anche questo), che non è campato in aria, dato che tocco con mano un'esperienza di telelavoro che si avvicina ai 9 anni :-ç

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Re: La pigrizia su internet

Messaggioda Pousinha » 12/08/2018, 19:35

lulasd ha scritto:@magnetinik
Sullo yacht purtroppo ci si annoia, e Samantha (la rossa dei giorni festivi) non è di gran compagnia, perciò dovrò pur trovare qualcosa da fare, e queste discussioni sono uno spasso Immagine


Ah, bè, se ti annoi sullo yacht veniamo di corsa io e Magnetinik a farti buona compagnia, mi porterò dietro la scacchiera e una bella turma di nipoti, specie quelli piccoli con una gran voglia di divertirsi e vedrai che non ti annoierai più :lol: . Mi raccomando l'aperitivo, lo champagne e il caviale (per i bambini parchetto giochi, biscotti, succhi di frutta e torte :lol: )

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Re: La pigrizia su internet

Messaggioda magnetinik » 13/08/2018, 7:03

Pousinha ha scritto:Ah, bè, se ti annoi sullo yacht veniamo di corsa io e Magnetinik a farti buona compagnia, mi porterò dietro la scacchiera


Ma quale scacchiera? :o
Non dirmi che una brasiliana come te non sa ballare il samba?! :P

Tornando seri, carissimo Lula, io capisco tutte le tue ragioni, capisco che sono fenomeni complessi, come tu dici, e capisco che internet non è ancora ben regolamentata. Ma per me, e non mi farai cambiare idea, la gente è pigra: detto in termini più terra terra, non c'ha voglia di fare un... :-2
Allora, su Clixsense TUTTI i miei referral (e ne ho tanti) sono inattivi. Su FreeBitcoin QUASI tutti sono inattivi (diciamo che cliccano 2 o 3). Questo parlando del tempo presente. Se vado indietro è un totale disastro. Ora, che siano tutti fenomeni complessi io non lo credo. Semmai sono poco fenomeni e molto "complessati"! Non so da voi ma dalle mie parti oramai la gente non si guarda più in faccia: sono tutti impegnati col trastullotto (nome che ho affibbiato allo smartphone) con chat, Facebook, Whatsapp e cazzate varie. Ecco come fare cattivissimo uso di una invenzione utile ed intelligente!
Ma c'è di più! Come diceva il venditore dei materassi Fabricatore. Tantissimi giovani e meno giovani non muovono il c#lo perché tanto sanno che c'è mamma e papà che glielo para, dando loro vitto, alloggio e paghetta. Quindi, perché impegnarsi? "Eh no, cavolo, o mi danno il posto statale o comunque un lavoro d'ufficio facile facile oppure niente: mica ho preso la laurea per fare lo sguattero!"
Quindi una gran parte di colpa l'hanno i genitori che hanno VIZIATO questi ragazzi. Non li hanno responsabilizzati. In altri tempi, se a una certa età non ti guadagnavi da vivere morivi di fame! Forse era un estremo, ed oggi è l'estremo opposto, ma comunque sia questo uno spunto di riflessione. ;)

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Re: La pigrizia su internet

Messaggioda lulasd » 13/08/2018, 9:25

@Pousinha
Tutt'altro che polemica, anzi, hai esposto in maniera ottima i tuoi tentativi di trarre il meglio da questa realtà di guadagno pur consapevole dei suoi problemi e dei suoi limiti, il che è molto apprezzabile e condivisibile nei suoi vari punti. Allo stato attuale purtroppo c'è ancora molta strada da fare, ma posso solo augurarti (e augurarci) che un giorno possa diventare un'attività di tutto rispetto, alla quale ci si potrà dedicare senza tutti gli ostacoli ora presenti.
Poi non saprei in quale realtà distopica hai vissuto te, ma nell'ambiente universitario che ho frequentato io molti, appena conclusi gli studi, venivano contattati direttamente dalle aziende per offerte di lavoro. Nessuno di questi aveva conoscenze ai piani alti o ha ricevuto spintarelle.

@magnetinik
Può essere, ma sulla questione giovani escluderei che la colpa sia unicamente dei genitori che viziano i loro poveri pargoli indifesi.
Per come la vedo io è della società nella sua interezza, partendo dall'indirizzamento educativo che definisce obbiettivi e standard di inserimento sociale.
Ci viene insegnato in tutto il nostro percorso di formazione professionale, fin da quando siamo bambini, ad ottenere i risultati migliori possibili al fine di poter aspirare ad un roseo futuro. Nel momento in cui raggiungiamo questi obbiettivi e ciò che ci viene proposto è qualcosa che non rispecchia né che ripaga tutto il tempo, la fatica ed il denaro speso nella nostra formazione professionale direi sia comprensibile che un giovane si fermi e pensi:"Ho sempre dato il mio massimo nello studio fin dall'infanzia, poi all'università ho studiato 5/6/10 anni per fare il professore/ingegnere/avvocato/medico o quello che sia, ho speso molti anni della mia vita e la mia famiglia ha speso molto denaro per darmi un determinato futuro. In base a questi sacrifici io decisamente mi rifiuto di fare il muratore, la società mi aveva promesso ben altro, mi aveva promesso che i miei sforzi sarebbero stati premiati".

Il problema, per come la vedo io, risiede principalmente nel fatto che la struttura in cui viviamo non è in grado di garantire a tutti un adeguato inserimento sociale in base alle proprie aspirazioni e al proprio percorso formativo, ma allo stesso tempo continua ad alimentare l'illusione che impegnandosi si può raggiungere qualsiasi obbiettivo e che se si eccelle si potrà sicuramente godere di un roseo futuro.
I genitori quindi c'entrano fino ad un certo punto secondo me, d'altronde sono anche loro vittime di questo inganno sociale.

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Re: La pigrizia su internet

Messaggioda Pousinha » 13/08/2018, 16:48

lulasd ha scritto:Ci viene insegnato in tutto il nostro percorso di formazione professionale, fin da quando siamo bambini, ad ottenere i risultati migliori possibili al fine di poter aspirare ad un roseo futuro. Nel momento in cui raggiungiamo questi obbiettivi e ciò che ci viene proposto è qualcosa che non rispecchia né che ripaga tutto il tempo, la fatica ed il denaro speso nella nostra formazione professionale direi sia comprensibile che un giovane si fermi e pensi:"Ho sempre dato il mio massimo nello studio fin dall'infanzia, poi all'università ho studiato 5/6/10 anni per fare il professore/ingegnere/avvocato/medico o quello che sia, ho speso molti anni della mia vita e la mia famiglia ha speso molto denaro per darmi un determinato futuro. In base a questi sacrifici io decisamente mi rifiuto di fare il muratore, la società mi aveva promesso ben altro, mi aveva promesso che i miei sforzi sarebbero stati premiati".

Il problema, per come la vedo io, risiede principalmente nel fatto che la struttura in cui viviamo non è in grado di garantire a tutti un adeguato inserimento sociale in base alle proprie aspirazioni e al proprio percorso formativo, ma allo stesso tempo continua ad alimentare l'illusione che impegnandosi si può raggiungere qualsiasi obbiettivo e che se si eccelle si potrà sicuramente godere di un roseo futuro.
I genitori quindi c'entrano fino ad un certo punto secondo me, d'altronde sono anche loro vittime di questo inganno sociale.


Magnetinik perdón...qua concordo 100% con il nostro tuttologo lulasd :lol: :lol: :lol: :lol:

Lollata a parte, tanto per iniziare ironicamente il lunedì, la verità quella vera è il vivere in una società bugiarda accompagnata da un potere mediatico ancora più menzognero. Quel che ci deve essere insegnato (ma si sa, non conviene complice il fatto che alla perversa natura umana non piace sentirsi raccontare la verità, perchè diciamocelo, la verità è crudele in una stima del 90% e l'essere umano ha l'abitudine di rivoltarsi contro l'amico che preferisce raccontare una verità brutale anzichè la classica pietosa fregnaccia) è futuro sinonimo di garanzie zero. Diciamo però pure che se siamo furbi ci arriviamo a dispetto della nostra detestabile cultura. Anzi, nella realtà distopica -si, una realtà davvero distopica, hai colto la questione-in cui vivevo, quantomeno non mentivano: sin da piccoli venivamo bene avvisati che per diventare avvocato necessitavamo del papà avvocato, che l'architetto non se la passava molto meglio dell'avvocato e ai miei compagni di scuola aspiranti scrittori/artisti che se non fossero stati figli d'arti nessuna casa editrice/istituzione aristico-culturale li avrebbe mai presi in considerazione. Il che è verissimo: le big editoriali corrono dietro soltanto ai soliti noti, specie se di provenienza anglo e non importa che questi ultimi scrivano veri e propri letamai, la loro opera diventa un best seller nel giro di pochi giorni. Ne ho avuto personalmente la riprova leggendo un grande big anglofono il cui penultimo o terzultimo scempio è diventato un best-seller mondiale nonostante la palesissima e oltremodo vergognosa disconoscenza della mitologia greca (imperdonabile per un big della letteratura che scrive a quel proposito, quando anche noi scolari già ai tempi delle elementari la conoscevamo molto meglio di lui :x ). Dire che avevo comprato il libro proprio perchè amo la storia dei popoli dell'antichità e mi sono invece trovata davanti a una banalità dozzinale. Quando invece a Pinco Pallo Qualunque che però conosce a fondo l'economia mondiale e vuole pubblicare un trattato, non gli viene perdonata la mancanza di una virgola. In questa vergognosa società si vendono nomi e marchi, non prodotti di qualità. Ora chiedo venia se tocco in continuazione il tasto degli anglo, ma vi sarete accorti che qualunque cosa arrivi dai paesi anglo, specie gli USA è riverito come autorità assoluta (però paesi anglo occidentali, per questo non avevo considerato la Nigeria come lulasd aveva rilevato tempo fa :D , perchè quel che viene da lì non è considerato autorevole in Europa, Asia e America Latina, ma vi sarete spero accorti che il 90% di quello che troviamo in ogni libreria, fisica o virtuale che sia, è di provenienza statunitense). Al punto che ad alcuni aspiranti scrittori italiani viene consigliato di scrivere in inglese (e qualcuno ha avuto pure l'idea di usare pure uno pseudonimo anglo, per poter vendere :shock: ). E ora torno a chiedere venia perchè mi tocca fare l'eterna apologia del virtuale perchè quest'ultimo ha permesso a Pinco Pallo Qualunque di pubblicare bypassando le CE. E pure gratis, se sa gestire autonomamente edizione, copertina e eventuali illustrazioni. Con un poco di olio di gomito, magari riesce perfino a vendere le sue opere, anche se la norma in questi casi sono i 10 affezionati lettori. Ma considerato il fatto di non aver speso il becco di un quattrino per vedersi pubblicato, tutto quanto venduto è unicamente guadagnato, anche se l'opera non diventerà mai un best seller. Ovviamente c'è da sperare che l'aspirante autore non pubblichi spazzatura (ma se per questo, non è che la messa in circolazione di spazzatura sia una colpa capitale del web, dato che sin da molto prima della nascita della realtà virtuale, ci pensava bene quella reale a far circolare pornografia, stregoneria e volgarità infinite). Anzi, c'è da dire di più: la spazzatura che diventa best seller non è mai colpa del web, ma delle grandi CE che la fanno impunemente circolare perchè stanno vendendo nomi, marchi e nazionalità. Comunque, parentesi a parte, il virtuale mi è stato determinante anche da questo punto di vista. Grazie alle editrici 100% virtuali, ho potuto pubblicare 2 e-book e siccome sono stata in grado di occuparmi di ogni aspetto, avendo pure la fortuna di saper disegnare, non dovetti pagare neppure per le illustrazioni (obbligatorie per il secondo e-book, dedicato ai bimbi piccoli). I miei affezionati lettori sono una quindicina a occhio e croce e tutti sono rimasti contenti. Ovviamente non potrò vivere di scrittura (nè alla fine vorrei farlo, perchè da idealista scema quale sempre sono stata sin da piccola, quel che preferisco come attività principale è un lavoro socialmente utile, anche per questo l'abilitazione per le scuole che sto prendendo), ma nonostante le poche copie vendute ho soltanto guadagnato a fronte di zero spese. Senza il web non avrei mai potuto farlo. Mia cugina laureata all'Accademia di Belle Arti non fu altrettanto fortunata. E' ben più vecchia di me e l'era del web è arrivata che per lei era troppo tardi :-<< . Anche lei ha subito gli effetti della realtà distopica padana. E avendo bisogno di uno stipendio perchè bene o male di aria fritta non campa nessuno, purtroppo non potè rifiutarsi di accettare il classico impiego umile che non compensava dei sacrifici fatti durante anni di studio intenso e dedicato (non posso dire del denaro speso dai miei zii perchè loro non avevano un soldo per far studiare mia cugina, che sin dal liceo andava avanti unicamente a furia di borse di studio per meriti). Una volta terminari gli studi, nessuna galleria d'arte s'interessò a lei. Vero è comunque che a fronte di studi universitari che con le arti nulla hanno a che fare, è possibilissimo essere contattati dalle aziende pur senza spintarelle. Il perchè è ben comprensibile: si tratta sempre di anonimi impieghi in ancor più anonimi uffici (senza offesa al genere di impiego, il termone anonimi qua serve unicamente per rendere un'idea di differenziazione con professioni socialmente utili quali quella dell'avvocato, dell'architetto, dell'ingegnere, del medico), che non permettono alcuna scalata sociale che tanto darebbe noia alle alte sfere. Ovviamente il mio non è minimamente un incentivo a rifiutare l'impiego in un ufficio aziendale. E' una mera differenziazione. Chiaramente, ai tempi della mia prima laurea gli studenti che volevano proseguire per le professioni forensi/libere professioni in generale, non iniziavano a lavorare in un ufficio aziendale, perchè tanto sarebbe stato incompatibile con la mole di studio che le scuole di specializzazione, master e MBA richiedono. Peccato soltanto che appunto svariati di noi idealisti scemi siamo corsi dietro a tanto, ignorando uno di questi fatti:
1) non avere il papà libero professionista o comunque non avere nessun familiare dentro la libera professione (le libere professioni, specie avvocato e architetto -ingegnere e medico comunque no-, funzionano a caste chiuse come in India, solo che almeno gli indiani sono sinceri e lo hanno sancito per legge, mentre in Italia regna l'ipocrisia e al massimo tanto viene raccontato attraverso il passaparola, come appunto avviene in Padania, si mettono paletti una volta che il malcapitato si è già laureato e ha terminato la pratica obbligatoria, anzichè impedirgli l'ingresso a giurisprudenza o architettura quando ha soltanto 19 anni e quindi in tempo di scegliere una strada percorribile :x , ma si sa, in Italia devono garantire i lauti stipendi dei professori universitari, ecco perchè manca il numero chiuso :x ) o in alternativa non provenire da una famiglia ricca/fortemente benestante che può quindi permettersi grossi investimenti come gli studi di lunga durata e particolarmente impegnativi senza portare a casa uno stipendio
2) le reali circostanze in cui versavamo (per dirne una, le finanze di famiglia, se i genitori siano costretti a intaccare eventuali risparmi per colpa di un percorso di studi lungo e laborioso e soprattutto l'ammontare di questi risparmi familiari -per dire, se si possiedono quantomeno un po' di milioncini di euro, è comunque fattibile investire in percorsi di lunga durata, perchè se a metà percorso succede qualcosa, tipo la classica malattia importante che improvvisamente colpisca un familiare, non si rischia di andare alla deriva-, presenza di un familiare che abbia una malattia cronica che abbisogna di cure continue e costose, presenza di fratelli e sorelle e vedere cosa intendono fare questi ultimi -se non si accontentano di fare i muratori e le cameriere a dispetto delle scarse finanze familiari, non trovo neppure prudente che uno soltanto dei figli si responsabilizzi e vada a fare il muratore, mentre i suoi fratelli studiano ingegneria -non è giusto che le responsabilità ricadano su un familiare soltanto, attenzione a non farsi dare per scontati-)
3) considerare se fossimo o meno superdotati al punto da riuscire a superare i raccomandati
Inutile dire che il punto 2 e il punto 3 devono andare a braccetto, in presenza del primo. Inutile dire che prima di decidere di buttarci nelle specializzazioni, una volta al bivio tra accettare l'anonimo impiego nell'anonimo ufficio e proseguire per i post-universitari, avremmo dovuto considerare 1,2,3, cosa che nessun idealista scemo quali eravamo alcuni di noi, ha mai fatto nè mai farà :-<< . Per coloro di noi con velleità di cambiare il mondo era inconcepibile fermarci per iniziare un lavoro dall'utilità sociale vicina allo zero :? . Ma queste sono velleità che si pagano care, in assenza delle circostanze favorevoli :? .
Un discorso a sè stante è poi quello di chi studia medicina o lettere, perchè chi riesce a laurearsi in medicina veramenteprima o poi recupera denari e anni di sacrifici. Mai sentito di un medico disoccupato, anzi, mentre ancora studia, durante la specializzazione il medico prende già lo stipendio, cosa che non succede a nessun'altra libera professione (tutti gli altri devono fare la pratica aggratiss :x -ciononostante a me non capitò, ringraziando il Signore ero pagata, ma debbo avvisare che il mio caso era l'eccezione e non certo la regola :-<<-) , tranne forse prossimamente quella degli insegnanti durante gli anni di tirocinio, se passa -o forse è già passata-la riforma scolastica. Anche questi ultimi, comunque, mai visti disoccupati. Precari si, disoccupati no. Anche se lo stipendio di un insegnante non si può certo paragonare a quello di un medico. Diciamo quindi che più che di fregnacce, l'attuale inganno sociale è una mezza verità. Cioè l'illusione dell'impegno che ripaga valida soltanto per alcuni percorsi di studio (se poniamo mente però ci ariviamo: medicina e professioni sanitarie sono a numero chiuso e posti limitati, quindi non a rischio di saturazione del mercato), ma pochi. Comunque, la mezza verità è ancora più pericolosa della fregnaccia totale. Quest'ultima è grossolana e ben più facile da sgamare, la mezza verità no. Lo diceva pure il pastore della mia chiesa di battesimo, che la mezza verità è micidiale, in quanto la bugia, pur disdicevole, non è in grado di far danni altrettanto seri.
Santo cielo, quanto sono prolissa :mrgreen:
E tra poco devo pure andare a continuare la tesi di laurea, fare qualche sondaggio, risolvere captcha e magari postare anche qualche tutorial di informatica :lol:

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Re: La pigrizia su internet

Messaggioda Pousinha » 13/08/2018, 16:51

magnetinik ha scritto:Ma quale scacchiera? :o
Non dirmi che una brasiliana come te non sa ballare il samba?! :P



:lol: :lol: :lol: :lol: Ti devo deludere Magnetinik, sono una scacchista incallita alla quale i divertimenti i mondani tipo appunto il samba fanno venire l'orticaria :D , dunque se vorrete raggiungermi su chess.com per partite da 14 gg vi aspetto :P

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Re: La pigrizia su internet

Messaggioda Lockon » 13/08/2018, 16:59

lulasd ha scritto:Poi non saprei in quale realtà distopica hai vissuto te, ma nell'ambiente universitario che ho frequentato io molti, appena conclusi gli studi, venivano contattati direttamente dalle aziende per offerte di lavoro. Nessuno di questi aveva conoscenze ai piani alti o ha ricevuto spintarelle.

Purtroppo questa realtà distopica si chiama Italia. In gran parte di questo stivale é così che funziona. Conosco laureati che pure essendo usciti con il massimo dei voti si sono dovuti trasferire chi nel nord europa e chi in svizzera proprio perchè non avevano conoscenze in alto.
Se poi ci sono zone dove le cose funzionano come dovrebbe allora la cosa non può che farmi piacere.


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