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Quali sono i requisiti per ottenere un prestito personale?

DiFGadmin

Dic 21, 2016

Prestito personale: quali requisiti servono?

 

Il requisito fondamentale per richiedere un prestito è la capacità di rimborso, cioè l’effettiva possibilità per il cliente di rimborsare ogni singola rata. Abbiamo visto negli articoli precedenti che anche chi non ha un lavoro consolidato può chiedere un prestito come nel caso dei prestiti per casalinghe, prestiti per studenti e prestiti senza busta paga

In realtà c’è una vera e propria procedura standard che permette di verificare l’affidabilità del debitore, che si fonda su tre elementi fondamentali: il primo è la compatibilità tra importo del prestito e reddito del richiedente, meglio conosciuto come rapporto rata/reddito che consiste nella verifica che l’importo della rata non sia superiore ad un terzo del reddito netto mensile del richiedente. Come già detto in precedenza anche i cattivi pagatori possono ottenere soldi

Il calcolo del reddito mensile viene effettuato considerando tutte le entrate mensili e tutte le uscite mensili dichiarate e, successivamente, si calcola la differenza tra i due importi. Un secondo parametro di riferimento è l’affidabilità creditizia, ossia la capacità di rimborsare puntualmente un prestito da parte del richiedente.

Essa è misurata dal cosiddetto credit score, un punteggio che viene assegnato in base ad alcuni elementi: il livello d’indebitamento al momento della richiesta, la capacità di reddito, lo storico della puntualità nei pagamenti, ecc.

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Le informazioni suddette possono essere reperite, oltre che dai dati ottenuti dal richiedente, anche da banche dati pubbliche e dal Sistema di Informazione Creditizia (SIC), sorta nel 2005 in sostituzione delle Centrali Rischi. È chiaro che, oltre a quanto suddetto, sono necessarie, per l’ente creditore, ulteriori garanzie, come, ad esempio, la firma di un coobbligato o di un terzo fideiussore che s’impegna ad adempiere in caso di mancanza da parte del debitore oppure la garanzia del quinto di stipendio.

 

Qual è la documentazione da presentare per un prestito?

 

Secondo la normativa vigente, affinchè un soggetto possa richiedere un prestito personale è necessario presentare alcuni documenti. Per prima cosa, il soggetto va identificato, e quindi sono necessari i documenti personali di riconoscimento, vale a dire la carta d’identità ed il codice fiscale.

È naturale che, trattandosi di un prestito, ossia una concessione di un importo che andrà rimborsato nel tempo, è necessario comprendere quanto guadagni il soggetto richiedente, in modo da avere la certezza che esso sia in grado di rimborsare quanto ottenuto dall’ente erogante.

È quindi d’obbligo presentare anche i documenti attestanti il reddito, vale a dire la busta paga ed il CUD, nel caso di un lavoratore subordinato, oppure il cedolino pensione, se si tratta di un soggetto che ha terminato la sua carriera lavorativa, o del modello Unico, nel caso il richiedente sia un lavoratore autonomo. L’ente creditore è solito richiedere anche copie delle ultime bollette regolarmente pagate, al fine di acquisire informazioni sui consumi del soggetto in questione e, di conseguenza, comprenderne la disponibilità di risarcimento del prestito. E’ possibile ottenere un prestito online, leggi l’articolo per saperne di più a riguardo.

 

Rifiuto di richiesta del prestito: perchè avviene e cosa fare?

 

Il rifiuto della richiesta del prestito può avvenire per diversi motivi: il più comune è il rifiuto per probabile incapacità di rimborso, vale a dire che l’ente erogante non ritiene il soggetto richiedente affidabile al punto da potergli concedere un prestito, solitamente perchè non ha un guadagno sufficiente a permettergli il pagamento mensile delle rate pur mantenendo un buon tenore di vita. In questo caso è possibile richiedere un controllo delle proprie credenziali, con tempi di riapertura della pratica non inferiori a 60/90 giorni.

Nel caso in cui il soggetto soddisfi i requisiti del primo caso esaminato, può essere rigettato perché protestato oppure pignorato: nel primo caso il soggetto, nei 5 anni precedenti alla richiesta, ha rifiutato il pagamento o l’accettazione di una cambiale o di un assegno, nel secondo caso, invece, il richiedente ha precedentemente subito un’espropriazione forzata di un bene mobile o immobile.

Per entrambi i casi esiste un rimedio: al fine di concedere anche a questi soggetti la possibilità di un finanziamento sono stati creati il prestito protestato ed il prestito pignoratizio, che sono caratterizzati da un limite di importo del finanziamento decisamente più basso rispetto a quello del prestito personale usuale.

Se il soggetto ha un reddito sufficiente e non è né protestato né pignorato, è possibile che ci siano stati errori di comunicazione oppure di valutazione. In quel caso è necessario contattare l’ente per chiedere delucidazioni a riguardo, tenendo presente che, anche se l’errore è stato commesso dall’istituto erogante, i tempi di richiesta di un secondo prestito sono comunque lunghi.

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Che differenza c’è tra tasso fisso e tasso variabile?

 

Gli enti eroganti il prestito propongono al richiedente, a seconda delle condizioni, un tasso di interesse alla restituzione fisso o variabile. La differenza sostanziale tra i due tipi di prestiti sta proprio nell’ammontare della rata mensile.

  • Nel caso del tasso fisso, avendo un importo già stabilito e quindi uguale per tutta la durata del contratto, il soggetto debitore non potrà imbattersi in brutte sorprese dovute ad un tasso d’interesse improvvisamente troppo alto e difficile da sostenere.
  • D’altro canto, però, è pur vero che se il soggetto accetta un prestito a tasso variabile, potrebbe usufruire di una percentuale aggiuntiva in media più bassa rispetto a quella fissata dall’ente. Solitamente, le persone che richiedono un tasso variabile, sono esperti del mercato o amanti del rischio!

 

 

Si può richiedere un prestito se si ha già un altro finanziamento in corso?

 

In linea generale è possibile richiedere un prestito personale anche nel caso in cui si è debitori di un altro finanziamento non ancora estinto. Bisogna tener presente però che molti enti tendono a rifiutare una richiesta del genere, temendo una possibile insolvenza del soggetto già indebitato, e costretto, quindi, a far fronte a difficoltà economiche maggiori.

Al fine di poter usufruire di due prestiti contemporanei è necessario, perciò, tener presente alcuni fattori: innanzitutto ogni finanziaria ha parametri di valutazione differenti, quindi se alcuni istituti non accettano a richiesta, non è detto che nessuno voglia farlo. Si può, quindi, richiedere il secondo prestito ad un istituto differente da quello a cui si è richiesto il primo, stando però attenti a non procedere contemporaneamente con più istituti.

Inoltre, la possibilità di ricevere un ulteriore prestito dipende anche dalla natura del primo finanziamento: se esso non ha alcuna trattenuta sullo stipendio, cioè non risulta sulla busta paga dei lavoratori dipendenti, è possibile ottenere un altro credito tramite la cessione del quinto di stipendio o del prestito delega.

Nel caso in cui, invece, il prestito precedente risulta dalla busta paga, è necessario verificare se tale finanziamento sia inferiore ai 2/5 del reddito netto percepito, solo in tal caso è possibile chiedere un secondo prestito delega.

Se invece il richiedente è un lavoratore autonomo ed il carico degli altri finanziamenti non è superiore dal 20-25% rispetto al reddito netto totale, può ottenere un ulteriore prestito a patto che non sia iscritto nel registro dei cattivi pagatori o dei protestati.

Ritardo o mancato pagamento di una rata: come fare?

Nel contratto di finanziamento sono fissate anche le date di scadenza della singole rate ed è buona regola rispettare le scadenze in modo puntale e, nel caso di rimborso tramite RID (addebito sul c/c), è consigliabile verificare sempre che la rata sia stata regolarmente pagata dalla banca, giacchè, anche se la causa non è imputabile al debitore, le finanziarie provvedono a registrare il ritardo, con le relative conseguenze.

Tra queste c’è sicuramente il pagamento della mora, ossia la maggiorazione degli interessi di una determinata percentuale stabilita per legge. È possibile anche che l’ente erogante decida per la risoluzione unilaterale del contratto, che, contrariamente a quanto si pensi, può essere effettuata dalla finanziaria per il mancato pagamento anche di una sola rata.

Infine si può incorrere nella registrazione, ossia il rischio di compromettere l’affidabilità creditizia con ripercussioni sulla futura concessione di altri prestiti da altre banche o finanziarie. In ogni caso, l’ente erogante, prima di registrare il ritardo nella banca dati, è tenuto ad avvertire il cliente intimandolo a pagare (la c.d. messa in mora) e deve tener presente i casi di primo ritardo, che non può essere visualizzato prima che siano scadute almeno due rate mensili consecutive o prima di 60 giorni dall’aggiornamento mensile (30 giorni nel caso di un’impresa o di un professionista).

I ritardi successivi al primo di due rate o due mesi poi sanati, sono visualizzati nel momento stesso in cui si verificano e ne rimane traccia per 12 mesi a partire dal giorno del saldo, mentre per i ritardi superiori poi sanati, ne rimane memoria per 24 mesi dal giorno del saldo.

In tutti i casi, comunque, anche qualora un evento negativo non sia sanato, questo non potrà rimanere registrato per più di 36 mesi a partire dalla data di scadenza contrattuale del rapporto oppure a partire da quella in cui è risultato necessario l’ultimo aggiornamento.

Come si estingue anticipatamente un prestito?

L’estinzione anticipata del prestito è prevista per legge e con ciò nessun ente può negarla, a meno che non sia stato pattuito diversamente nel modulo contrattuale di adesione accettato e firmato all’inizio del rapporto finanziario. La procedura di estinzione anticipata varia in base all’ente che ha concesso il finanziamento, anche se, nella sostanza, risulta identica per tutti gli istituti. In alcuni casi, ad esempio, non è prevista alcuna formalità, ritenendo sufficiente la semplice richiesta verbale di estinzione anticipata, mentre in altri casi, è necessario compilare un modulo che può essere cartaceo o reperibile dal sito web dell’istituto e compilabile telematicamente.

FGadmin

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