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Sei una casalinga e ti serve un prestito? Ecco il prestito per casalinghe

DiFGadmin

Dic 20, 2016

 Cos’è il prestito per casalinghe

Il prestito per casalinghe rientra nella classe dei prestiti personali, in quanto appartenente alla categoria del credito al consumo, pure essendo un prestito atipico. Infatti questa tipologia di prestito è un prodotto finanziario proposto solo da alcuni istituti bancari, in quanto si tratta di un prestito molto rischioso.

Innanzitutto specifichiamo che questo prodotto non è indirizzato a protestati o cattivi pagatori, mentre bisogna delimitare il concetto di casalinga: secondo i parametri imposti dagli istituti eroganti, per casalinga si intende un soggetto di sesso femminile, con un lavoro full-time, part-time od anche disoccupata, che richieda un importo modesto in quanto finalizzato a spese domestiche, come acquisto di elettrodomestici, spese di manutenzione impianti domestici, parcelle mediche od altre spese familiari.

Restituzione del debito per casalinghe lavoratrici

Nel caso in cui la casalinga che richiede il prestito sia una lavoratrice part-time o full-time, gli istituti bancari sono invogliati a proporre al soggetto richiedente una vasta gamma di offerte e prodotti finanziari.

Nel caso del prestito per casalinghe, avremmo un piano di ammortamento più elastico e personalizzabile rispetto ai prestiti classici, senza contare che, nel caso di una richiesta di denaro particolarmente bassa, cioè intorno a 1.500 euro, gli istituti mettono a disposizione una carta revolving, in modo da fornire alle clienti liquidità immediata, senza seguire lunghi iter burocratici al fine di ottenere la somma di cui necessitano.

E’ chiaro che, come detto nella guida alla carta di credito revolving, questa consta di un vero e proprio prestito con un preciso piano di ammortamento per la restituzione della somma ricevuta, con annessi costi per interessi (Tan, Taeg, ecc.).
Come più volte ripetuto e consigliato nelle altre guide, come prestito online, prestito fiduciario e  prestito con delega, prima di sottoscrivere un prestito del genere è sempre bene consultare i fogli illustrativi ed informarsi su tutte le spese che si dovranno sostenere, al fine di capire in anticipo se si è nelle condizioni di poter affrontare quest’impegno.

Restituzione per casalinghe non lavoratrici

Nel caso in cui il soggetto richiedente sia disoccupato, ossia non eserciti alcun lavoro, neppure part-time, potrà comunque usufruire di questa forma di prestito. In questa situazione, però, è più difficile per le casalinghe trovare un istituto finanziario che accetti la propria richiesta di finanziamento: infatti, in questo caso il rischio che la banca si accolla è maggiore rispetto al caso esposto nel paragrafo precedente.

 

prestito-casalinghe

Ciò è facilmente riscontrabile anche dall’ammontare di denaro che l’ente erogante concede al soggetto richiedente: la carta di credito revolving concessa al debitore, infatti, avrà un saldo non superiore ai 2.000 euro, restituibili, così, con rate più esigue da 50 euro al mese. Tale prestito, solitamente, viene concesso e pubblicizzato per l’acquisto di piccoli elettrodomestici, elementi di arredo o casalinghi, o comunque prodotti acquistabili con una certa sicurezza anche da chi non dispone di un reddito da lavoro.
Ovviamente, questo non vuol dire che l’istituto concessionario non richiederà una garanzia sul prestito, anzi di norma questi prodotti vengono concessi solo in presenza di un garante, che sia nelle condizioni di potersi accollare l’onere del debito e che garantisca, appunto, la restituzione del debito al posto del richiedente.

 Restituzione per casalinghe imprenditrici

Ci sono casi, anche se rari, di donne che possono definirsi casalinghe anche se sono identificabili come imprenditrici.
La legge 215/1992, infatti, definisce casalinghe anche quelle donne che risultano disoccupate ma che hanno un progetto imprenditoriale da attuare in forma societaria. I finanziamenti erogati per questa categoria sono a fondo perduto e vengono assegnati in base al superamento di concorsi banditi annualmente, con scadenza 31 dicembre ma con assegnazione entro il 30 aprile dell’anno successivo.
Gli importi di questi prestiti cambiano in base a diverse variabili: la regione di appartenenza è sicuramente la discriminante più significativa, ma non meno importante è la necessità di liquidità richiesta dal progetto imprenditoriale presentato.
Le forme societarie a cui sono concessi tali prestito sono:

  • le società di persone o cooperative, con almeno il 60% di soci donne;
  • le società di capitali (S.p.A., S.r.l., ecc.), con almeno il 66% di soci donne;
  • le imprese individuali femminili.

E’ chiaro che l’importo del prestito può essere finalizzato sia all’avviamento della società, sia a progetti di miglioramento di imprese già esistenti.

Documenti necessari per richiedere il prestito

Per richiedere il prestito per casalinghe sono necessari gli stessi documenti presentati per le altre forme di prestito, vale a dire documento di riconoscimento (carta d’identità, patente di guida, codice fiscale, ecc), certificato di residenza storico, stato di famiglia, ultima busta paga, nel caso di casalinga lavoratrice, o progetto imprenditoriale, nel caso di casalinga imprenditrice. Inoltre è importante, come detto, che il soggetto richiedente non sia protestato né risulti essere un cattivo pagatore.

FGadmin

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